Guida All'installazione di Software - per nuovi utenti
Da Wizard linux team wiki.
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| Accade a volte che vengano visualizzate alcune '''warning''', perché Adept non ha trovato le chiavi pubbliche di crittografia dei pacchetti e quindi non può garantirvi la sicurezza nell’installazione del software. | Accade a volte che vengano visualizzate alcune '''warning''', perché Adept non ha trovato le chiavi pubbliche di crittografia dei pacchetti e quindi non può garantirvi la sicurezza nell’installazione del software. | ||
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Grazie a tutti innanzitutto per aver scaricato o letto questa guida, spero che possa contribuire ad aiutare quanti più utenti possibile. Come si capisce dal titolo lo scopo di questa guida è quello di fornire uno strumento che aiuti a capire i meccanismi GNU/Linux sull'installazione del software, indipendentemente dal tipo di distribuzione.
Per prima cosa è necessario conoscere la differenza che intercorre fra le architetture delle software house proprietarie (Win32, MacOS, DOS) e le architetture che utilizza il software libero, prendiamo ad esempio Windows, per installare un programma basta cliccare due volte su setup.exe ed andare sempre su avanti, tutto molto facile, questo perchè ogni sviluppatore utilizza librerie e file proprietari e quindi non condivisibili con altre applicazioni, perciò se installo nero burning rom il programma d'installazione installerà insieme al programma anche tutte le librerie ed i file che la casa prodruttrice avrà implementato da zero e che solo nero utilizza; In ambiente Gnu/linux il concetto e l'approccio è molto differente, difatti che sviluppa software libero di solito non riscrive parti di codoce già scritte da altri, ma semplicemente le utilizza, posso portarvi l'esempio dei Desktop Environement KDE e GNOME differenti tra loro in molti aspetti ma entrambe utilizzano il server grafico X, oppure l'esempio di K3B (software di masterizzazione) che per funzionare utilizza il programma da riga di comando cdrecord, oppure ancora lo stesso Kernel Linux che senza gli altri programmi scritti dalla GNU non avrebbe potuto funzionare. Il modo di concepire il software libero da parte degli sviluppatori ha creato quindi problemi di DIPENDENZE, un qualsisi programma per funzionare ha bisogno di altri file o programmi a cui si appoggia; è possibile che vi troviate in casi in cui per installare un programma con interfaccia grafica dovrete installare prima il rispettivo programma da linea di comando. Per installare programmi in un ambiente di questo tipo una volta c'era il solo modo della compilazione da Sorgente inserendo man mano i file mancanti, poi vennero i pacchetti precompilati in vari formati (deb, rpm, pkg, ecc.) che semplificarono la vita agli utenti ma che comunque vanno seguiti con attenzione.
Contents |
Installazione da Pacchetto RPM
Il pacchetto rpm è un formato introdotto neglia anni 90 dall'azienda Red Hat, poi adottato da molte distribuzioni linux le più famose sono:
- Red-Hat e Fedora Core (versione libera di Red Hat)e CentOS (Fork di RED-HAT)
- Mandriva (Ex Mandrake)
- Suse Linux e Open Suse (versione libera di Suse Linux)
ci sono altre distribuzioni linux che utilizzano pacchetti rpm ma non hanno una grossa diffusione.
L'installazione di software da pacchetto rpm è abbastanza semplice, possiamo installare pacchetti da linea di comando o tramite qualche interfaccia grafica fornita dalla nostra distribuzione.
Installazione di pacchetti rpm da linea di comando
Per installare un pacchetto rpm scaricato da internet dobbiamo seguire questa sintassi:
rpm -i nomepacchetto.rpm
Per rimuovere un pacchetto rpm precedentemente installa to la sintassi è la seguente:
rpm -e nomepacchetto.rpm
Potrebbe succedere che l'installazione di un pacchetto ve ne richieda degli altri, per la ricerca dei pacchetti sul web consiglio il sito rpmseek.
Se invece per qualche strana esigenza dovete cercare il file esempio.h per vedere se è presente nei pacchetti rpm in vostro possesso dovrete digitare:
rpm -qf sempio.h
Se volete aggiornare un pacchetto con la versione successiva la sintassi è:
rpm -U nomepacchetto.rpm
Le cose sono molto migliorate negli ultimi anni, infatti ogni distribuzione ha sviluppato dei tool per il calcolo automatico delle dipendenze, per mandriva il tool da linea di comando è urpmi per Red Hat-Fedora è yum (Yellow dog Update Modified), entrambe i tool lavorano sia con fonti da cd o dvd che con mirror su internet facendo quindi anche da downloader.
Vediamoli uno per Volta
URPMI di Mandriva
Urpmi è stato il software che ha fatto di mandriva una grande distribuzione, esso infatti calcola automaticamente le dipendenze per ogni pacchetto che noi richiediamo di installare, se avete un collegamento a banda larga collegatevi al sito easyurpmi.zarb.org compilate una specie di questionario scegliete i mirror e alla fine della pagina riceverete la sintassi per aggiungere ulteriori mirror a urpmi, basta copiare ed incollare su una console il codice restituito dal sito, tutto molto semplice.
Quindi se volete installare un programma senza pensare a dipendenze con mandriva basta digitare:
urpmi nomepacchetto
Una buona cosa di urpmi è che scarica prima tutti i pacchetti necessari e poi li installa insieme, evitando così di lasciare incompleta l'installazione a causa di eventuali problemi. Alcune opzioni utili per utilizzare urpmi al meglio sono:
urpmi auto nomepacchetto
Installa tutte le dipendenze senza chiedere conferma.
urpmi update nomepacchetto
Per installare l'aggiornamento del pacchetto se disponibile.
urpmi force nomepacchetto
Per forzare l'installazione del pacchetto (da usare con cautela)
Se invece è vostra intenzione rimuovere dei pacchetti potrete farlo con la seguente sintassi:
urpme nomepacchetto
A volte è utile cercare informazioni su un pacchetto partendo dal nome, per farlo basta digitare:
urpmq nomepacchetto
Invece Per sapere quale pacchetto contiene un determinato file e per avere informazioni su di esso la sintassi da utilizzare sarà:
urpmf file
Non ho indicato le opzioni dei vari comandi per saperne di più digitate man urpm* (al posto dell'asterisco mettete la lettera che vi interessa), o consultate la documentazione di mandriva.
YUM di Red-Hat Fedora CentOS
- Aggiornamento completo del sistema operativo
yum update
- Installazione di un pacchetto
yum install <nome_pacchetto_1> <nome_pacchetto_2> ...
- Rimozione di un pacchetto
yum remove nomepacchetto
- Cercare un pacchetto all'interno di quelli disponibili nei repository
yum search parola_chiave
- Avere una lista di pacchetti
yum list
- Avere una lista di pacchetti e filtrare in base ad un pattern
yum list |grep <pattern>
Installazione di Pacchetti rpm Tramite Front End Grafici
Per molti utenti alle prime armi l'utilizzo della linea di comando può sembrare ostica, fortunatamente quasi tutte le distribuzioni offrono un ottima souzione grafica vedremo le soluzioni adottate da Mandriva, Fedora e Suse.
Mandriva e rpmdrake
Mandriva Eredita da Mandrake un ottimo gestore software grafico che poggia su urpmi, le caratteristiche principali sono l'estrema semplicità d'uso e poggiando su urpmi la possibilità di installare pacchetti presenti su mirror internet, quindi da ad nuovo utente la possibilità di avere sulla propria scrivania un numero illimitato di pacchetti software.
Per aprire il vostro gestore software su mandricìva basta premere "ALT+F2" e digitare drakconf, inserite la password di root e cliccate sulla voce Gestione software trovandovi una schermata come quella qui di seguito
Come vedete dalla figura sono presenti 4 voci, iniziando dalla prima troviamo la voce "gestione Sorgenti" dove potrete trovare ed inserire le fonti dalla quale prendere i pacchetti, essi potranno essere sia dei CD/DVD che mirror internet, tenete presente che per ogni fonte aggiunta dovrete inserire un file hdlist, per semplicità il mio consiglio è quello di seguire la procedura da linea di comando in quanto semplifica notevolmente la vita. La voce "installa" come suggerisce il nome vi permetterà di installare del software aggiuntivo, l'interfaccia che vi troverete davanti è la seguente:
La prima voce che troverete è "cerca", questa vi permetterà di ricercare dei pacchetti o dei file presenti nei pacchetti a seconda delle esigenze. Immediatamente sotto troverete le caselle di spunta con delle funzioni per l'ordinamento della lista di pacchetti. Accanto invece trovate due ulteriori caselle che vi permetteranno di avere più o meno informazioni sul pacchetto che andrete a selezionare. Nella parte sottostante troverete due riquadri, nel primo a sinistra vi sono la lista di pacchetti disponibili per l'installazione nel caso riportato in foto sono ordinati per categoria, il secondo riquadro contiene le informazioni sui pacchetti, sfortunatamente queste informazioni sono nella maggior parte dei casi in inglese Stretto. Per poter installere un pacchetto basta cliccare sulla casella di spunta vicina al nome del pacchetto e poi confermare con la voce installa, il programma calcolerà le dipendenze e vi chiederà conferma per installare quest'ultime, una volta dato l'OK il gioco è fatto.
Per Quanto rigurda le voci "Aggiornamenti" e "Rimozione Software" presentano entrambe un interfacce identica a quella sopra descritta, utilizzando le stesse procedure potrete aggiornare o rimuovere un pacchetto o più pacchetti, vi consiglio di controllare spesso la voce aggiornamenti, in quanto il meccanismo di correzione dei bug in gnu/linux è molto più efficace che su windows quindi troverete spesso pacchetti da aggiornare.
Suse Linux e Yast
Yast è un gestore pacchetti proprietario di OpenSuse che attualmente è alla versione 2. Per aprirlo andiamo su Computer--->Impostazioni amministrazione (yast). Oppure ALT+F2 e scriviamo yast. Obbligatorio inserire la password di root essendo un programma di gestione del sistema. Tutte le operazioni sui pacchetti vengono fatte dal menu Software (vedi figura);
Clicchiamo su "Gestione pacchetti" ed attendiamo il caricamento della nuova finestra. Per una visione più semplificata di tutti i pacchetti installati divisi per categoria clicchiamo su Filtro--->Modelli (vedi figura)
Altrimenti, se vogliamo cercare un pacchetto specifico clicchiamo su Filtro--->Cerca ed inseriamo il nome del pacchetto. (vedi figura)
Una volta spuntato il pacchetto che ci interessa verrà avviato il controllo dipendenze in automatico e se tutto andrà bene (ciò vuol dire che non apparirà nessun messaggio di errore) possiamo procedere cliccando sul pulsante "Accetto" (in basso a destra). Se invece abbiamo un pacchetto .RPM da installare non c'è bisogno di aprire lo yast. Sarà sufficiente cliccare col pulsante destro del mouse sopra il pacchetto--->Azioni--->Installa con Yast
Installazione da Pacchetto deb
I pacchetti deb sono i pacchetti che contraddisguono la distribuzione debian e sue derivate (ubuntu ecc.), a giudizio di alcuni uno dei migliori sistemi di pacchettizzazione esistente.
Tali pacchetti sono composti da un archivio ar, che contiene due file .tar.gz: uno contenente i dati, l'altro le informazioni aggiuntive necessarie per consentire una corretta gestione delle dipendenze da parte di dpkg (il sistema di gestione dei pacchetti di Debian).
Generalmente i pacchetti .deb non vengono gestiti utilizzando direttamente dpkg ma con altri programmi (apt o aptitude), differenti sia per i diversi tipi di interfacce forniti, sia per l'"intelligenza" e la "logica" di gestione delle dipendenze.
Non mancano i sistemi di gestione grafici che comunque si basano su apt e dpkg, tra i tool più conosciuti ci sono synaptic, adept e kpackage.
Installazione di pacchetti deb da linea di comando
L'installazione di pacchetti .deb da linea di comando può essere svolta in più modi, se il pacchetto da installare è presente localmente o lo si scarica da internet è opportuno utilizzare lo strumento base che è dpkg, se invece il pacchetto canditato è presente nei mirror della distribuzione in uso possiamo utilizzare apt, ma lasciamo i dettagli a dopo.
DPKG
dpkg è il componente base del sistema di gestione dei pacchetti di Debian Gnu Linux, è simile a RPM, in quanto è usato per installare, disinstallare ed ottenere informazioni sui pacchetti .deb.
Dpkg è viene utilizzato generalmente per installare pacchetti .deb già presenti sull' hard disk, i pricipali modi d'utilizzo sono(per utilizzare dpkg sono necessari i permessi di root):
- Installazione pacchetto
dpkg -i nome_pacchetto.deb
- Disinstallazione pacchetto
dpkg -r nome_pacchetto.deb
- Controllare se un pacchetto è già installato
dpkg -l|grep nome_pacchetto
- Lista dei file che compongono un pacchetto già installato
dpkg -L pacchetto
- Far riprendere la configurazione di un pacchetto in caso non sia andata a buon fine
dpkg --configure -a
- Forzare la disinstallazione in caso non sia avviabile
dpkg --purge --force-all nome_pacchetto
Un cenno anche ad alcune opzioni dpkg che non rigurdano i pacchetti software in se stessi ma riguardano la riconfigurazioni di alcuni importanti elementi del sistema operativo, quali:
- Riconfigurazione del server grafico Xorg (da utilizzare in caso non partisse l'interfaccia grafica)
dpkg-reconfigure xserver-xorg
- Riconfigurazione del server grafico Xfree (quasi obsoleto)
dpkg-reconfigure xserver-xfree86
APT
APT sta per Advanced Packaging Tool, è il gestore di pacchetto software .deb predefinito di debian e derivate, è anche il tool che ha reso debian e ubuntu tra le distribuzioni più apprezzate, infatti apt non solo installa pacchetti ma ne gestisce le dipendenze in maniera molto intuitiva.
APT può sfruttare contemporaneamente diverse sorgenti di pacchetti tra cui mirror ftp e http, cdrom e hard disk, praticamente sfrutta qualsiasi supporto di memorizzazione, inoltre apt ha la caratteristica di poter gestire l'aggiornamento da un ramo all'altro di una distribuzione in modo indolore (in debian fra i rami stable, testing e unstable).
APT può essere configurato a piacimento, il file che contiene la lista dei sorgenti dove prendere i pacchetti è contenuto nel file /etc/apt/sorces.list e può essere modificato a proprio piacimento aggiungendo o togliendo fonti. Per modificare il file sorces.list, bisogna inanzitutto conoscere il modo in cui riconosce le varie sorgenti, la sintassi tipica è la seguente:
deb http://host/debian distribuzione parteA parteB pateC deb-src http://host/debian distribuzione parteA parteB pateC
Le prime parole che si trovano sono deb deb-src ed indicano rispettivamente se il mirror in questione contieni pacchetti binari (precompilati) o sorgenti, la seconda parola indica l'indirizzo alla quale attingere, le parti indicano quali parti della distribuzione dovranno essere gestite (in debian troviamo main, stable, unstable, o il nome della distro, in ubuntu universe, multiverse ecc.).
Per rendere effettiva ogni modifica al file /etc/apt/sorces.list si deve digitare, con i privilegi di root, il comando:
apt-get update
I principali modi di utilizzo di APT sono (ovviamente sempre con i privileggi di root):
- Installazione pacchetto
apt-get install nome_pacchetto
- Disinstallazione pacchetto (se si aggiunge --purge cancella anche tutti i file di configurazione)
apt-get remove nome_pacchetto
- Cercare un pacchetto:
apt-cache search nome_pacchetto
- Avere informazioni su un pacchetto
apt-cache show nome_pacchetto
- Aggiornare tutti i pacchetti installati
apt-get upgrade
- Aggiornare un singolo pacchetto
apt-get upgrade nome_pacchetto
- Fare l'upgrade ad un altro ramo della distribuzione (dopo aver modificato il sources.list) o aggiornare l'intero sistema
apt-get dist-upgrade
- Simulare l'aggiornamento del sistema (dist-ugrade o upgrade)
apt-get --simulate dist-upgrade
- Far scansionare ed aggiungere un cdrom o dvdrom al sources.list
apt-cdrom add
- Cancellare da /var/cache/apt di tutti i pacchetti .deb scaricati (utile in caso di riempimento dell'HD)
apt-get clean
- Cancellare da /var/cache/apt tutti i pacchetti che non sono più nei repository
apt-get autoclean
- Eliminare dipendenze inutilizzate
apt-get install deborphan orphaner --purgeù
- Installare tutte le dipendenze di un pacchetto
sudo apt-get build-dep <nome_pacchetto> <\pre> Accade a volte che vengano visualizzate alcune '''warning''', perché Adept non ha trovato le chiavi pubbliche di crittografia dei pacchetti e quindi non può garantirvi la sicurezza nell’installazione del software. A questo punto ci sono due modi per risolvere il problema (vanno digitati da konsole con previlegi di root) e tutti : * sfruttare direttamente l’output di apt-get update: <pre> sudo apt-get update 2> /tmp/keymissing; for key in $(grep "NO_PUBKEY" /tmp/keymissing |sed "s/.*NO_PUBKEY //"); do echo -e "\nProcessing key: $key"; gpg --keyserver subkeys.pgp.net --recv $key && gpg --export --armor $key | sudo apt-key add -; done
- fare un operazione di massa
for i in $(grep -o -E "http.*\.(gpg|asc|key)" /etc/apt/sources.list); do echo -n "$i "; wget $i -q -O -
| sudo apt-key add -; done; keylist=""; for key in $(grep -o "[A-Fa-f0-9]\{8\}" /etc/apt/sources.list);
do if [ -z "$(echo "$keylist"|grep "$key")" ]; then keylist="$keylist $key";
gpg --keyserver subkeys.pgp.net --recv $key && gpg --export --armor $key | sudo apt-key add -; fi; done;
La fonte dei due script è QUI
Per ulteriori informazioni sull'utilizzo di apt vi consiglio APT HOWTO.
Installazione di Pacchetti deb con Interfaccia Grafica
Adept
Adept è il tool grafico di kubuntu a cui si accede lanciando il comandoadept_manager.







